Un documento del Comune di Vigo del 1909

Per quantificare in termini economici la resa del Monte Tudaio “adibito a pascolo, prato e bosco resinoso dolce, misto a ceduo” e quindi per formulare il prezzo dei danni e degli espropri operati dall’amministrazione militare  per i lavori in corso per il forte e la relativa strada d’accesso, già il 26 ottobre 1909 si riunirono in Piniè attempate persone” a conoscenza dello stato di consistenza del Tudaio, le quali per il Comune stesero un’accurata relazione. Nel verbale poi firmato dal Sindaco Cipriano Ronzon si dice tra l’altro che il monte  era “utilizzato dalla popolazione di Piniè e parte da quella di Vigo e Pelos traendo combustibile e foraggio in quantità quasi sufficiente ai bisogni della popolazione” e che“lo sparo di spezzoni, mine, i lavori di sterramento sollevarono grande e grossa quantità di materiali che scendendo dalle ripide falde asportarono piante resinose e mercantili e distrussero completamente il pascolo, la piccola vegetazione resinosa e completamente piccoli tratti di bosco alle falde del monte sulla sinistra del Piave”.

Premesso poi che il Comune di Vigo, per vecchia consuetudine, lasciava alla popolazione il godimento delle proprietà comunali per quanto riguarda i foraggi e a tal fine in epoche diverse procedeva alla formazione dei lotti o colonnelli, che assegnava alle famiglie dietro versamento di un piccolo contributo a semplice titolo di riconoscimento della proprietà comunale, quantificava la raccolta in 250 q.li di fieno di prima qualità ripartiti in 26 lotti, mentre le parti più difficili all’accesso venivano utilizzate con il pascolo del bestiame ovino (pecore e capre) che monticavano in numero di circa 300 nei mesi di maggio, giugno, settembre, ottobre e parte di novembre.

Il combustibile poi che la popolazione di Piniè e Pelos traeva dal Tudaio era sufficiente ai bisogni ordinari ed era valutato in circa 90 passi (passo = misura di volume equivalente a m 1,75 x 1,75 x 1,75) di legna pari a circa 450 steri (stero = misura di volume pari a circa 1 metro cubo).

Questi erano i prodotti ordinari,  mentre il resinoso mercantile, sull’altopiano del monte e sulle sue falde, sulla sinistra del Piave, veniva utilizzato dal Comune, ma per esso era necessario un rilievo per determinare il valore del soprassuolo.

Se questi erano i danni prodotti dagli esordi dei grandi lavori di costruzione del forti corazzati che interessarono gran parte del Cadore fino all’inizio della Grande Guerra, e per di più in un comprensorio non certo ricco di vegetazione boschiva come il M. Tudaio, è facile immaginare i disastri compiuti negli anni seguenti in questa zona e ancor più in altri luoghi caratterizzati da fitti boschi, come per esempio l’Altopiano dei Buoi, l’Oltrechiusa o il Comelico.

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