Tanto legname per una guerra inaspettata

Allo scoppio della guerra, il 24 maggio 1915, il nostro esercito fu chiamato inopinatamente, contro ogni piano fino allora elaborato, sia di difesa, sia di mobilitazione e radunata alla frontiera, a mettere in atto strategie e tattiche offensive anziché solo difensive, cosicché tutta la fascia di confine, ovvero della stessa linea di fronte, si rivelò priva dei supporti logistici necessari per impostare attacchi in grande stile e relative occupazioni di posizioni chiave avanzate. Bisognò quindi costruire in tutta fretta interi villaggi militari a valle e baracche ad alta quota, portando migliaia di tavole di legno, anche a 2500 o 3000 metri di altitudine, con estenuanti ed incredibili corvées.

Un esempio davvero paradigmatico in tal senso ci viene dai lunghi e per molti versi incredibili preparativi fatti tra dicembre 1915 e aprile 1916 per l’attacco decisivo al presidio austriaco del Passo della Sentinella (16 aprile 1916) ad opera dei Mascabroni del Capitano borcese Giovanni Sala. Esso comportò la predisposizione di un nuovo ed ardito percorso attrezzato da Forcella Giralba alle alte forcelle di Cima Undici (Forcella Da Col e Forcella Dal Canton) scandito da baracche ancorate alla roccia, l’ultima delle quali, base di partenza per l’attacco, è oggi ricordata dal suo moderno erede, l’attuale bivacco “Ai Mascabroni” (m 2900), inaugurato il 29 giugno 1980 dalla Sezione vicentina dell’Associazione Giovane Montagna sul piccolo spazio sotto Cima Undici detto “La Mensola”. Il legname necessario per l’intera operazione fu messo a disposizione del Cap. Giovanni Sala dal Comando del I Corpo d’Armata insediato all’Hotel Auronzo di Auronzo di Cadore. Le baracche venivano prima costruite in Val Giralba e ogni tavola veniva accuratamente numerata, poi tutto veniva smontato ed ogni singolo pezzo affidato ad un portatore che, con grave rischio, doveva trasportarlo a spalla fino ad alta quota, dove il manufatto veniva rimontato ed ancorato alle rocce con funi d’acciaio per impedire che venisse spazzato via da slavine e tempeste.