Quale lezione per le politiche nazionali?

Per un paese come l’Italia con limitata capacità di produzione di materie prime ma che è al contempo il primo importatore dell’Unione Europea di legname grezzo e semilavorati, sarebbe fondamentale migliorare le condizioni dell’offerta interna: professionalizzazione degli operatori forestali, trasparenza del mercato e semplificazione delle procedure amministrative, contratti pluriennali di vendita dei lotti boschivi, accordi di filiera e, in genere, integrazione delle imprese. La Strategia Forestale Nazionale approvata in sede tecnica nel giugno 2021 e attualmente in fase di approvazione dai Ministeri competenti e dalla Conferenza Stato-Regioni, offre un chiaro inquadramento di queste politiche chiamando le istituzioni a quella capacità di leale collaborazione che, oltre ad essere un principio del Trattato sull’Unione Europea (art. 4) e della Costituzione italiana (art. 120), è anche un vincolo fondamentale per il successo di politiche di filiera. Questo è tanto più vero in un settore economico dove le istituzioni pubbliche sono proprietarie di una parte significativa delle foreste e hanno una forte capacità e responsabilità di regolamentazione delle attività economiche.

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