Primi danni ai boschi di Lozzo per la presenza degli alpini

I boschi del Comune di Lozzo iniziarono a subire danni in seguito alla presenza dei primi reparti alpini su Pian dei Buoi e alla necessità di approntare i primi ricoveri per truppa ed animali a partire dal13 aprile 1889, allorché l’Ufficio Fortificazioni Alto Piave richiese al comune la cessione di terreno e legname per lavori di difesa. In prima battuta il Consiglio comunale rispose negativamente “considerato che far cessione della proprietà comunale sarebbe un insulto alle miserrime condizioni degli abitanti”, ma il 21 maggio successivo cedette e deliberò la cessione gratuita di un’area alla Forcella Mizzoi e del legname necessario all’erezione di un ricovero. Così da 250 piante site nelle località di Somol, Fontana Bona e Pian delle Aste furono ricavati 5 chiavi, 95 rulli e 100 zappoli e fu dato al militari pure il permesso di costruire una mulattiera da Col Cervera a Col Vidal.

L’anno dopo il Comune dovette concedere al 7° Regg. Alpini altre 150 piante di larice ed abete nel bosco di Valdacene per la costruzione dei ricoveri di Cervera e Col Vidal, cui seguirono altre 250 piante della località Creppi di Ciareido per il ricovero del Ciareido.

Nel 1891 Il Consiglio comunale concesse ulteriori 100 piante di larice a Col Vidal, al Ciareido, a Pian delle Aste e a Somol. Seguirono poi molte proteste per i danni operati dai militari, sempre alla ricerca di legna da ardere per cuocere il rancio e far funzionare la calchera per la preparazione della calce, danni per i quali l’amministrazione militare offriva somme considerate “derisione ed ironia”.

Le diatribe durarono per tutti gli anni successivi e solo nel 1913 il Comune accettò un’indennità di 390 lire per i danni arrecati ai boschi e pascoli e altre 1000 lire per le servitù di presa d’acqua e di acquedotto sui terreni comunali.

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