L’utilizzo delle Decauvilles

Nel corso della guerra sia italiani che austriaci per facilitare il trasporto dei materiali verso la linea del fronte allestirono numerose decauvilles, ovvero piccole linee ferroviarie a scartamento ridotto. Così il nostro Genio Militare, in considerazione del fatto che la grande teleferica Spadaccini portava ingenti quantità di rifornimenti dalla stazione di Perarolo fino a Peaio, costruì da questo paese fino a Zuel una ferrovia militare a scartamento ridotto, diverso da quello austriaco (m 0,75  anziché  0,70, a fronte del m 1,435 dello scartamento cosiddetto normale). I binari all’inizio vennero posati direttamente sulla massicciata stradale, ma visto che ciò andava ad intralciare non poco il traffico di camion, trattrici e carriaggi, nel 1917 si provvide ad allestire per la ferrovia una sede propria, scavando a fianco dell’arteria stradale un nuovo corridoio, a tratti vicinissimo ad essa, in altri più distante, a seconda degli ostacoli da superare.

Dalle foto scattate dall’alto dal Ten. del Genio Alberto Alpago Novello, che allora seguiva i lavori della carrabile cosiddetta “del Genio”, che da Greanes, sopra Vinigo, tagliava le falde dell’Antelao fino al Bosco Nuovo sopra S. Vito, vediamo come il nastro bianco del tracciato, spiccasse nitido lungo la Val Boite, a monte dell’arteria, lungo la sponda sinistra del torrente.

Contemporaneamente o quasi, anche il comando austriaco, per garantire un agevole inoltro dei rifornimenti sulla linea del fronte, costruì da Dobbiaco a Landro, allora centro nevralgico delle retrovie, una linea ferroviaria “da campo” a scartamento ridotto, detta Feldbahn, sulla quale operavano convogli trainati da locomotive a vapore.

Anche noi potevamo disporre sul tratto Peaio-Zuel di piccole locomotive, arrivate su vagoni ferroviari alla stazione di Calalzo. La linea aveva in uso ben 8 di queste locomotive a 2 assi, con motore a doppia espansione, alcune delle quali furono sabotate ed abbandonate dai nostri dopo Caporetto, finendo nella scarpata che precipita verso il Boite presso la curva dell’Alemagna a Ruvinian, assieme a vagoni ed altro materiale rotabile, come evidenziato da una foto d’epoca.

Gli austriaci provvidero poi (Cap. Von Scheda), con l’impiego anche di circa 5000 prigionieri russi ed italiani, a spianare una vasta area in centro a Cortina per destinarla a piazzale della stazione e perforarono il monte Pezovico e lo sperone di Botestagno per collegarsi alla loro decauville di Landro. Riattarono inoltre la tratta fino a Calalzo e tutta la linea a scartamento normale fino a Belluno, riparando i notevoli danni operati dai nostri, in particolare quelli alla Busa del Cristosopra Perarolo e al ponte sul Cordevole.

Tra le altre realizzazioni vanno ricordate anche la decauville a trazione animale Calalzo-Auronzo e la decauville a binario unico da Bribano ad Agordo, entrambe su sede stradale.

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