Le segherie di Lozzo e Vigo di Cadore

Su richiesta dell’Ufficio Autonomo delle Fortificazioni di Belluno del 17 aprile 1915 i Municipi di Lozzo e Vigo comunicavano l’elenco di tutte le segherie esistenti e la loro produzione giornaliera nel comprensorio.

A Lozzo c’era la segheria comunale ad acqua sul Rio Rin; a Vigo la segheria di Campopiano di Francesco Chiamulera, con produzione giornaliera di 550 tavole e disponibilità immediata di 3000 tavole, 1000 travi e 4000 tronchi da lavorare; a Pelos la sega sul Piova di proprietà comunale e condotta da Dionisio De Podestà, con produzione giornaliera di 120 tavole e con disponibilità immediata di 5000 tavole e 200 tronchi: a Dumelle la sega comunale sul Piova, affittata a G. B. De Sandre, con produzione giornaliera di 120 tavole e disponibilità di 3000 tavole, 500 travi e 1000 tronchi; a Laggio, presso la Busa de Ciare, la sega privata di D. De Podestà, con produzione giornaliera di 120 tavole e disponibilità di 1000 tavole e 200 travi. Il Comune di Vigo possedeva inoltre, sparse sul suo territorio, oltre 1500 travi.

Da allora le segherie lavorarono ininterrottamente con turni di giorno e di notte e sotto la sorveglianza dei Carabinieri e ci furono difficili trattative per ottenere dall’amministrazione il pagamento del legname a prezzo di mercato invece che di guerra.

Fin dai primi giorni del conflitto tutti i comuni interessati da opere fortificate furono avvisati della necessità di provvedere al taglio delle piante situate intorno alle batterie per consentire ad esse più estesi campi visivi e tutti i proprietari dei fondi posti nelle vicinanze vennero invitati subito al taglio con speciali permessi loro rilasciati.

Così a partire dal 9 novembre 1915 furono tagliate ben 1409 piante solo nel bosco comunale di Chiavazzone in quel di Vigo.

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