Le liti tra vertici militari e amministrazioni civili

L’allestimento del complesso apparato logistico necessario al nostro esercito, comportò forti attriti tra vertici militari ed amministrazioni comunali, che spesso furono costrette a denunciare gli arbitrii commessi dai comandanti di molti reparti, ma pure da semplici soldati, con tagli abusivi, non concordati e non pagati, tanto che possediamo svariate proteste indirizzate in tal senso all’autorità militare, puntualmente segnalate nei registri di molti comuni.

Il Segretario del Comune di Lozzo Angelo Zanetti (1859-1943), per fare solo un esempio, dovette affrontare non solo il delicato problema degli espropri per i lavori di fortificazione, ma pure lo stillicidio dei tanti tagli abusivi di piante operati in tempi diversi da singoli ufficiali sul Pian dei Buoi.

Enormi danni furono dovuti anche ai tagli indiscriminati operati, spesso con la connivenza dei superiori, da tanti nostri militari per avere legna da ardere, indispensabile peraltro nelle terribili contingenze imposte dalle eccezionali temperature rigide dei due inverni di guerra del 1916-17 e del 1917-18, tra i i più freddi e nevosi del secolo.

Scriveva Carlo Emilio Gadda nell’ottobre del 1916:

“E’ un quadro interessante lo spettacolo degli accampamenti nelle pinete: uomini intirizziti che si scaldano al fuoco rosso dei pini nell’oscurità mattinale e serale; tende; baracche di pino.  Le foreste van diradandosi per il diboscamento: noi stessi, per costruire le nostre baracche, cogliendo un pino qua e l’altro là abbiamo cooperato alla distruzione”. (C.E. Gadda, Giornale di guerra e di prigionia, Milano 1999, p. 209).

I Comuni cercarono spesso di esercitare una pressione sui vertici militari rifiutando il pagamento delle tasse (imposte terreni, fabbricati, successione, ecc.) prima di ottenere l’indennizzo per le requisizioni subite. In qualche caso i Sindaci cercarono anche di coalizzarsi, come avvenne per quelli di Auronzo, Lozzo, Vigo e Lorenzago, che si incontrano a Tre Ponti per mettere in atto una strategia comune di protesta per i tagli subiti a Gogna.

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