
Natura 2000 e pianificazione forestale: i servizi ecosistemici colpiti da Vaia
Si forniscono di seguito alcuni dati con riferimento alla Regione del Veneto sui tipi forestali, i siti Natura 2000, i tipi di habitat e le specie di interesse comunitario la cui struttura e le cui popolazioni potrebbero essere stati alterati dalla tempesta Vaia.
Lista dei siti Natura 2000 del Veneto colpiti dalla tempesta “Vaia” (i codici, che identificano univocamente i siti, sono assegnati all’atto della loro individuazione).
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Codice |
Nome |
Tipo |
Area
totale del sito (ha) |
|
IT3210040 |
Monti
Lessini - Pasubio - Piccole Dolomiti Vicentine |
ZSC
& ZPS |
13.872 |
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IT3220002 |
Granezza |
ZSC |
1.303 |
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IT3220007 |
Fiume
Brenta dal confine trentino a Cismon del Grappa |
ZSC |
1.680 |
|
IT3220036 |
Altopiano
dei Sette Comuni |
ZSC
& ZPS |
14.988 |
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IT3230006 |
Val
Visdende - Monte Peralba - Quaterna' |
SIC |
14.166 |
|
IT3230017 |
Monte
Pelmo - Mondeval - Formin |
ZSC |
11.065 |
|
IT3230022 |
Massiccio
del Grappa |
ZSC
& ZPS |
22.473 |
|
IT3230031 |
Val
Tovanella Bosconero |
SIC |
8.846 |
|
IT3230035 |
Valli
del Cismon - Vanoi: Monte Coppolo |
ZSC
& ZPS |
2.845 |
|
IT3230043 |
Pale
di San Martino: Focobon, Pape-San Lucano, Agner Croda Granda |
ZSC
& ZPS |
10.909 |
|
IT3230063 |
Torbiere
di Lac Torond |
ZSC |
38 |
|
IT3230067 |
Aree
palustri di Melere - Monte Gal e boschi di Col d'Ongia |
ZSC |
111 |
|
IT3230071 |
Dolomiti
di Ampezzo |
ZSC
& ZPS |
11.362 |
|
IT3230077 |
Foresta
del Cansiglio |
SIC |
5.060 |
|
IT3230078 |
Gruppo
del Popera - Dolomiti di Auronzo e di Val Comelico |
ZSC |
8.924 |
|
IT3230080 |
Val
Talagona - Gruppo Monte Cridola - Monte Duranno |
ZSC |
12.252 |
|
IT3230081 |
Gruppo
Antelao - Marmarole - Sorapis |
SIC
& ZPS |
17.070 |
|
IT3230083 |
Dolomiti
Feltrine e Bellunesi |
SIC
& ZPS |
31.384 |
|
IT3230084 |
Civetta
- Cime di San Sebastiano |
ZSC
& ZPS |
6.597 |
|
IT3230085 |
Comelico
- Bosco della Digola - Brentoni - Tudaio |
SIC |
12.085 |
|
IT3230088 |
Fiume
Piave dai Maserot alle grave di Pederobba |
SIC
& ZPS |
3.236 |
|
IT3230090 |
Cima
Campo - Monte Celado |
ZSC
& ZPS |
1.812 |
|
IT3240003 |
Monte
Cesen |
ZSC |
3.697 |
|
IT3230086 |
Col di
Lana - Settsas - Cherz |
ZPS |
2.350 |
|
IT3230087 |
Versante
Sud delle Dolomiti Feltrine |
ZPS |
8.097 |
|
IT3230089 |
Dolomiti
del Cadore e del Comelico |
ZPS |
70.396 |
|
IT3240024 |
Dorsale
prealpina tra Valdobbiadene e Serravalle |
ZPS |
11.622 |
I dati geospaziali sulle superfici schiantate sono stati forniti dall’Unità organizzativa “Parchi e Foreste” della Regione del Veneto ai primi di dicembre 2018 (superfici poligonali digitalizzate in formato vettoriale), mentre i dati relativi alla distribuzione dei tipi forestali sono stati ricavati dalla carta forestale regionale e quelli relativi alla distribuzione dei tipi di habitat da elaborazioni originali di carte degli habitat approvate con diverse deliberazioni della Giunta regionale, integrate dalle carte degli habitat allegate ai piani di gestione delle ZPS – zone di protezione speciale: un tipo di sito Natura 2000.
Servizi ecosistemici e nuova biodiversità da schianti
Il valore di servizi ecosistemici direttamente collegati agli habitat forestali erogati e colpiti dalla tempesta Vaia è stato calcolato secondo le stime elaborate dalla Commissione Europea (The economic benefits of the Natura 2000 network, 2013): il totale risulta di 1.813.075 €/y considerando solo gli schianti avvenuti dentro i siti Natura 2000 e di 3.958.923 €/y se si considera la totalità degli schianti avvenuti.
Per le sole aree inserite in Natura 2000 il danno attuale risulta di quasi 17 milioni di euro, ricordando che questi servizi mancheranno per gli anni a venire ma che andranno gradualmente ripristinandosi nell’arco dei prossimi 20 anni, mentre ammonterebbe a quasi 37 milioni di euro in relazione a tutte le superfici interessate da schianti.
La perdita di valore dei servizi ecosistemici direttamente legato alle piante in piedi potrebbe essere bilanciata dalla crescita del valore di tali servizi in relazione ai processi ecologici che si realizzano con le successioni vegetali a seguito degli schianti: infatti nelle aree interessate da schianti si realizza una nuova biodiversità data dall’ingresso di piante prima assenti e di una moltitudine di animali nelle nicchie ecologiche e spaziali di nuova e improvvisa realizzazione.
Tra questi animali alcuni destano preoccupazione come utilizzatori di tessuti legnosi in varie fasi di decomposizione, come il bostrico tipografo, che sono quindi favoriti e colpiscono anche piante sane.
Allo stesso modo, gli ungulati, già abbondantemente presenti in alcune delle zone colpite, tenderanno a concentrarsi nelle aree schiantate, approfittando della gran messe di germogli, fibra e frutti che ad essi saranno offerti, nonché della rinnovazione naturale e artificiale.
Se si guarda alla biodiversità nella sua accezione pura va detto che l’evento Vaia, come già successo in molti altri casi, porterà a cambiamenti che fanno parte della naturale dinamica degli ecosistemi forestali.
Va ricordato peraltro che la superficie boschiva complessiva del Veneto è cresciuta, come in tutto il resto del Paese, a fronte di 6.293 ettari di piante cadute con Vaia nella provincia di Vicenza e di 5.116 ettari nelle province di Belluno e Treviso.
Infatti, alcune delle superfici schiantate sono il risultato di rimboschimenti, prevalentemente spontanei avvenuti negli ultimi decenni, come nel caso delle formazioni antropogene di conifere e delle peccete secondarie montane, ma anche delle peccete dei substrati carbonatici altimontane che derivano spesso dall’imboschimento di pascoli abbandonati.
Una riflessione andrebbe quindi fatta sull’opportunità, in casi particolari, di ripristinare non già il bosco, ma gli ambienti aperti in fase di ricolonizzazione spontanea, come da più parti è stato più volte chiesto negli ultimi decenni.
Vulnerabilità dei boschi attuali
Uno studio svolto sui boschi svizzeri colpiti dall’uragano Lothar ha evidenziato che tra gli elementi strutturali e gestionali che riducono la probabilità di danni vi sono: la percentuale di faggio, il numero di anni dall’ultimo intervento e una distribuzione multiplana dei diametri che si avvicina a quella teoretica dei boschi disetanei.
La struttura di molti boschi veneti è, naturalmente o per effetto del loro passato colturale, coetanea o monoplana. Sarà quindi opportuno che gli interventi di ricostituzione, come il rimboschimento artificiale, qualora necessari, siano cadenzati nel tempo e nello spazio, in modo da ottenere strutture non eccessivamente monoplane o monospecifiche.
Natura 2000 e pianificazione forestale a seguito di Vaia
La deroga imposta dall’ordinanza della Protezione Civile in occasione di Vaia ha posto gli enti territoriali e le autorità nella delicata condizione di non applicare per 12 mesi le norme che essi hanno adottato ai sensi di disposizioni comunitarie e nazionali.
Gli eventi naturali imprevedibili sono ritenuti dalla Commissione Europea parte delle dinamiche degli ecosistemi e non devono essere interpretati come una forma di degrado.
Le perturbazioni che occorre evitare, secondo la Direttiva Habitat, qualora possano avere significative conseguenze sugli obiettivi comprendono anche eventi fortuiti e catastrofici ed evoluzioni naturali tra cui anche la diffusione di insetti come il bostrico tipografo.
Ogni eventuale intervento di abbattimento, allestimento, concentramento, esbosco e deposito del legname, che dovesse disturbare in modo significativo, habitat, flora e fauna di interesse comunitario, potrebbe comportare un allontanamento dai progressi rispetto agli obiettivi di conservazione generalmente intesi e obbligare ad avviare specifiche misure di restauro ecologico una volta passata la fase di emergenza.
Agli interventi citati si aggiungano quelli relativi alle infrastrutture stradali che potrebbero necessitare manutenzione straordinaria a seguito del passaggio eccezionale di mezzi rispetto all’ordinario.
E’ quindi consigliabile che ogni scelta sia documentabile e giustificabile scientificamente.
In questo senso s ricorda come la Corte di Giustizia Europea ha condannato la Polonia poiché ha escluso dalle misure di gestione alcuni popolamenti forestali di Białowieża, per poter effettuare operazioni di conservazione consistenti nell’asportare in tempo utile il legno di abete rosso colonizzato dal bostrico tipografo e nel portarlo al di fuori della zona minacciata, in un volume idoneo a ostacolare le possibilità di reazione rapida alla propagazione crescente del bostrico tipografo.
La Commissione ha rilevato, in quell’occasione, che le fasi di propagazione del bostrico farebbero parte dei cicli naturali che, in tali tipi di foreste, si osservano regolarmente.
In definitiva, la Polonia è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in quanto non ha espletato le procedure di valutazione di incidenza appropriate, ha omesso di assicurare la protezione di alcune specie di uccelli e di insetti e, infine, perché ha omesso di stabilire le misure di conservazione necessarie.
Sono quindi auspicabili cautele nel calendario degli interventi e nella loro esecuzione insieme al monitoraggio degli interventi e la registrazione dei fatti e delle condizioni che possano giustificare le scelte del gestore e del proprietario.
La pianificazione forestale, sia quella aziendale, sia quella di rango territoriale, cui il testo unico forestale ha dato evidente impulso, può essere un partner importante in questo, così come altri strumenti di pianificazione dedicati, come il quadro di azioni prioritarie dei siti Natura 2000.














