La ritirata della IV Armata dalla Valle del Boite

Che qualcosa di grosso fosse avvenuto sul fronte isontino gli Alpini del Btg. Val Piave, annidati sulle posizioni del Cristallo-Forame, lo capirono dai motteggi loro rivolti dagli austriaci dalle opposte trincee. A molti reparti non giunse però alcun ordine preciso sul da farsi e la prima cosa data per scontata da tutti era l’attivazione della Linea Giallapoggiante sulle posizioni di M. Rite, Pian dell’Antro, M. Zucco, Pian dei Buoi e M. Tudaio.

Che soltanto la prima linea venisse sguarnita sembrava dimostrato agli occhi della trepidante popolazione dal fatto che per tutta la domenica 28, giorno tetro e piovoso, moltissimi camion e carri di generi alimentari venivano svuotati nei depositi di Venas, Domegge e Lozzo e che i carichi di munizioni erano dirottati al forte di Pian dell’Antro e alla polveriera di Vallesella.

Solo alle ore 15 del giorno 4 novembre la 268ª cp. del Btg. Val Piave lasciava Col Forca e per Tre Croci si portava a Dogana di Misurina, mentre la 267ª cp., schierata tra le Crepe di Zumelles e Col Forca, dopo aver vegliato sullo sfilamento del 53° Fanteria e dell’8° Bersaglieri, alle ore 2 del giorno 5 abbandonava anch’essa Tre Croci e per Cortina si dirigeva su Vodo.

La sera del giorno 5 le strade di S. Vito erano ormai sgombre e in quelle ore saltò, con un colpo formidabile, l’antica chiesa di S. Floriano di Chiapuzza, adibita a magazzino di esplosivi, e di lì a poco il Genio Militare distrusse pure il ponte della ferrovia sul Rusecco.

Era già sera inoltrata quando arrivarono a Vodo pochi camion che caricarono quanti più alpini potevano e li portarono a Tai: qui giunti, essi appresero che tutte e tre le compagnie (267ª, 268ª, 275ª), dopo ordini e contrordini assai contradditori, erano destinate al Passo di Fadalto.

A Cortina gli austriaci entrarono il giorno 5 e alle ore 13 del giorno 6 erano a S. Vito. La mattina del giorno 7 l’ospedale militare dell’Hotel delle Dolomiti fu preso d’assalto dagli abitanti di Borca, Villanova, Serdes e Resinego, che trafugarono ogni bene asportabile.

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