La ritirata della IV Armata dalla Val d’Ansiei

Le nostre truppe abbandonarono Auronzo la sera del 5 novembre 1917 e quasi  nelle stesse ore gli austriaci entravano a Cortina, cosicché il nostro I Corpo d’Armata veniva sottoposto ad una pressione nemica convergente su di esso contemporaneamente dalle valli del Boite e dell’Ansiei.

Mentre la 275a compagnia, coperto il ripiegamento delle truppe provenienti dall’Alto Comelico, scendeva da Padola verso Gogna e Lozzo, raggiungendo Pieve di Cadore nelle prime ore del 6 novembre, la 268a alle ore 15 del giorno 4 aveva lasciato Son Forca e per Tre Croci si era portata a Dogana di Misurina, dove, stesa da Col de Varda fino alle Pale di Misurina, sbarrava il passaggio della vallata attendendo lo sfilamento del 53° Reggimento Fanteria. Alle ore 0.30 del giorno 5 iniziava il ripiegamento per Federavecchia, S. Marco e Val Marzon, giungendo ad Auronzo alle ore 9 del giorno 6.

I due grandi villaggi militari, tutti costruiti in legno nel 1915 e 1916 all’imbocco della Val Marzon e a Cason Crosera, furono incendiati la sera del 5 novembre 1917, assieme alla vicina chiesetta e all’ospedaletto 042. Le alte fiamme e le continue esplosioni dei depositi di munizioni intralciavano il passaggio delle nostre salmerie lungo la strada nazionale, creando un’atmosfera apocalittica.

Secondo il programma del Gen. Settimio Piacentini, Comandante del I C.d’A., le sue truppe e quelle della Zona Carnia avrebbero dovuto concludere lo sfilamento da Tai il giorno 8 e le truppe destinate alla ferrovia ultimare le operazioni di partenza da Calalzo il giorno 9. Fino a tutto il giorno 10 sarebbe stato compito della Fortezza Cadore – Maè e delle difese della Val Maè fare il possibile per evitare violazioni nemiche della Linea Gialla e solo dalla notte sull’11 avrebbero potuto avviarsi verso Tai, costituendo una forte retroguardia. Il Gen. Antonio Marocco, al comando della colonna, avrebbe dovuto essere responsabile del tempestivo brillamento delle interruzioni stradali e ferroviarie già predisposte da tempo.

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