La Linea gialla nella valle del Boite

Le opere realizzate nel tratto della Linea Gialla che si snodava sulla riva destra del Boite dovevano assicurare il collegamento tra impianti cadorini e zoldani, facendo praticamente da cerniera tra le opere della Fortezza Cadore-Maè e quelle dell’Agordino e della Val Maè.

Sulla destra del Boite le posizioni, sussidiate da strade, osservatori e ricoveri, avevano anzitutto il compito di raccordare le fortificazioni di M. Rite, Col Vidal, Pian dell’Antro e M. Tudaio con quelle dello Sbarramento Cordevole, in particolare dello Spiz  Zuèl (o Agnelessa, m 2033) e del Col de Salèra (m 1629), che attraverso Forcella Chiandolada andavano a rannodarsi con le difese approntate a Val di Cuzze e sul Becco di Cuzze (m 1724), sopra Vodo di Cadore.

La costruzione del poderoso impianto corazzato di M. Rite (m 2183) sopra F.lla Cibiana, ultimato proprio nel maggio 1915, impose infatti l’adozione di numerose difese complementari sulle alture sottostanti, sia sulla riva destra che su quella sinistra del Boite: si trattava di una rete elaborata di trincee, postazioni e mulattiere di collegamento, con postazioni per mitragliatrici ed artiglieria da campagna.

Il Comune di Vodo pertanto può vantare ancor oggi molti resti di siffatto apparato difensivo, assai articolato e in gran parte sconosciuto, un rosario di trincee, postazioni e strade voluto per supportare l’azione dei forti del Rite e di Pian dell’Antro ed oggi giacenti nel bosco, spesso fagocitati dalla vegetazione. Proprio perché le posizioni erano solide e in grado di alimentare almeno un conato di resistenza, qui la IV Armata di Robilant cercò di ritardare in qualche modo la ficcante penetrazione austriaca lungo il Boite nei drammatici giorni del dopo Caporetto, resistenza che finì col costare a Vodo l’8 novembre 1917 la distruzione pressoché totale delle sue case, nonché mille traversie alla sua terrorizzata popolazione.

Torna a “LA LINEA GIALLA E L’ILLUSIONE DI UNA DIFESA AD OLTRANZA”