La Linea gialla nel settore della IV Armata

Il 13 agosto 1916 il Comando Supremo fornì le prime indicazioni sul tracciato di una “Linea di difesa ad oltranza” con l’impiego “del minimo delle forze” che, collegandosi con le difese della VI Armata al Monte Cimonega, dove iniziava la zona di competenza della IV Armata, e mantenendosi sostanzialmente parallela alla linea di fronte, avrebbe dovuto svolgersi per Piz di Sagron – Cimon del Piz – M. Agnellezze – M. Pizzon – Tagliata e Sasso di S. Martino – Forcella Duran – M. Civetta – M. Penna – M. Rite, arrivando fino al ridotto cadorino. Dal M. Tudaio poi essa avrebbe dovuto continuare verso Cima Malpasso e M. Col fino alla conca di Sappada, dove iniziava lo schieramento della Zona Carnia.

Già il 5 settembre il Comandante del Genio trasmetteva al Comando della IV Armata l’elenco dei lavori da eseguire per la sistemazione delle strade e mulattiere necessarie per l’apprestamento della linea, con una spesa prevista di 2.000.000 di lire e l’impiego di operai borghesi sotto la direzione di ufficiali del Genio della IV Armata e della Fortezza Cadore-Maè. La relazione, approvata dal C.te Gen. Mario Nicolis de Robilant, venne subito trasmessa al Comando Supremo. Quest’ultimo però, tra ottobre a dicembre 1916, volle predisporre pure, non senza problemi e perplessità per i Comandi sottostanti, più linee di resistenza in caso di ripiegamento per “impegnare il nemico da posizioni favorevoli”, ovvero linee intermedie su cui attestarsi attuando una difesa a capisaldi piuttosto che a linea continua, con l’approntamento di caverne e depositi in posizione defilata, prima di ritirarsi sulla linea di estrema resistenza.

Nel contesto di siffatte disposizioni il Comando della IV Armata provvide a suddividere la linea arretrata, affidando al I Corpo d’Armata il settore dalla Val Frison alla Val Maè (Passo Duran compreso) e al IX Corpo d’Armata il settore da Passo Duran al Passo di Pietena.

Il 22 di dicembre un foglio di Di Robilant specificava terminologia e colori delle diverse zone tattiche nel territorio dell’Armata:

  • zona rossa di resistenza, dotata di molteplici difese
  • zone azzurre intermedie di sosta
  • zona gialla di resistenza ad oltranza arretrata.

La Zona Gialla, detta anche “di estrema difesa” veniva divisa in due settori, il “Piave-Maè”, a cura della Fortezza Cadore-Maè, e il “Cordevole-Cismon”, a cura del Comando Genio della IV Armata.

Il primo si snodava lungo le posizioni di Val Frison – M. Col – C. Malpasso – Tudaio – Col Piccolo – Vidal – Marmarole – Forcella Piccola – Costone S. Anna – Val Boite – Pian dell’Antro – Venas – M. Rite – Col Duro e in esso erano in corso impegnativi lavori stradali che avrebbero dovuto concludersi entro il marzo del 1917, quando era previsto l’inizio dei lavori di sistemazione difensiva della durata di due mesi.

Il secondo settore toccava le posizioni di Col Duro – M. Penna – M. Pelmo – Testata Maè – M. Civetta – Moiazzetta – Moiazza – Passo Duran – M. Fieno – Tagliata S. Martino – M. Pizzon – M. Agnelezze – Cimon del Piz – Piz de Sagron – M. Cimonega – M. Ramezza – Passo di Pietena ed in esso erano pure in corso lavori stradali che avrebbero permesso per fine marzo 1917 la sistemazione difensiva a sbarramento delle rotabili, cui sarebbe poi seguita la prosecuzione dei lavori “verso le cime”.

Torna a “LA LINEA GIALLA E L’ILLUSIONE DI UNA DIFESA AD OLTRANZA”