La difesa della Valle del Maè e la strada della Staulanza

Ogni decisione sulla difesa di questo comprensorio alpino in zona di confine rimase condizionata per tutto l’800 dalla volontà dei vertici militari di compensare la nostra manifesta inferiorità nei confronti dell’Austria solo con un quadro di viabilità deficiente o comunque inalterata, e ciò in contrasto con le aspirazioni della popolazione civile che da tempo richiedeva una vera strada per Forcella Staulanza.

Nel 1906 però il Ministero della Guerra, evidentemente pressato da maggioranza ed opposizione, concesse il paventato nullaosta alla nuova arteria, costringendo i vertici militari ad ideare, in fretta e compatibilmente agli scarsi fondi disponibili, provvedimenti atti a parare le conseguenze strategiche e tattiche. I forti di Pian dell’Antro e di Monte Rite, nonché la postazione di Col Pradamio, costituirono appunto il sofferto risultato delle diatribe accesesi ai più alti livelli su tale nodo della difesa nazionale, col presupposto che ingenti colonne nemiche attraverso la nuova arteria potevano proiettarsi su Longarone e sulla ferrovia Belluno-Calalzo.

Ma non solo: appariva pure necessario impedire con queste nuove opere eventuali aggiramenti delle nostre difese di Pieve e Tai attraverso Forcella Cibiana e Forcella Chiandolada, sfruttabili facilmente da colonne nemiche per passare direttamente dalla Val Boite nello Zoldano senza incontrare eccessivi ostacoli. Ecco dunque che i lavori della rotabile della Staulanza si trovarono a procedere in parallelo, se non proprio in contemporanea, con un concomitante rafforzamento delle difese anche in Val Maè, risultato peraltro sofferto e costellato di lunghe indagini e discussioni circa la loro ottimale ubicazione.

Nel 1911 i lavori della strada della Staulanza, detta anche “di Pallafavera”, apparivano giunti ad uno stadio decisamente avanzato e nel 1912 essi erano praticamente finiti. Lo testimonia una guida militare del tempo, precisando che nella primavera di quell’anno la rotabile, larga 4 metri, lunga 12 chilometri e con una pendenza massima dell’8%, era ormai aperta.

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