Il gen. Guido Liuzzi e l’Intendenza della IV Armata

La costituzione e l’evoluzione dell’organizzazione dell’Intendenza della 4a Armata nel primo periodo del conflitto sono state ben tratteggiate dal Gen. Guido Liuzzi, nel suo libro del 1922 “Ricordi e pensieri di un ex-intendente d’armata”, dal quale emerge nitida la scarsa considerazione data ai problemi logistici dal Comando del Corpo di Stato Maggiore prima del conflitto, quando nessuno si aspettava che un eventuale sforzo bellico potesse durare per più anni.

Liuzzi fu nominato Capo di Stato Maggiore dell’Intendenza della 4a Armata alla fine di novembre del 1914, mentre ricopriva l’incarico di insegnante di logistica presso la Scuola di Guerra, e il fabbisogno di legname costituì sempre per lui un grosso problema.

Nei primi mesi del 1916 il rifornimento della legna da opera presentava gravi criticità per essersi esaurite le risorse locali di legname segato, mentre azzerata o quasi si palesava l’importazione dall’estero. Si doveva per forza di cose ricorrere al taglio dei boschi dei quali era ricca la zona della 4a Armata, alla “facitura” (taglio e sramatura) dei tronchi, al loro trasporto e lavorazione in segheria, tutto mediante un’organizzazione vasta a carattere prevalentemente industriale, cercando di provvedere ai bisogni non solo delle truppe dipendenti, ma anche di quelle armate che avevano zone di alimentazione povere di boschi.

Alla fine del 1916 si riscontrò inoltre la necessità di dare un indirizzo tecnico anche alla provvista della legna da ardere da ricavarsi dai boschi delle Dolomiti, fattore questo di vitale importanza a causa delle limitazioni imposte ai trasporti ferroviari di legna dal paese. A tutta questa organizzazione dovette provvedere l’Intendenza valendosi dei seguenti organi:

– comitati legname da opera, in numero di 2, uno per il Cadore, l’altro per il distretto di Primiero, di ciascuno dei quali facevano parte, oltre l’ufficiale delegato dall’Intendenza, due membri borghesi designati dal Comando Supremo

– direzione genio e direzione tappe, col compito di ridurre il legname da opera in segati e di distribuirlo alle truppe

– ufficio legna da ardere, presso la direzione di commissariato, col compito di approvvigionare la legna da ardere nella zona delle retrovie dell’Armata.

Dall’ufficiale delegato dall’Intendenza dipendevano per la parte tecnica gli ufficiali (sottoispettori forestali) aggregati alla Direzione Commissariato dei Corpi d’Armata per la provvista della legna da ardere. Per l’esecuzione dei lavori vi erano diversi uffici staccati con personale militare specializzato, mentre la mano d’opera era per la massima parte tratta dai boscaioli esonerati, che venivano pure, quando se ne presentava l’opportunità, ceduti ad imprese private, ma che erano sempre tenuti in nota e sorvegliati da autorità militari dipendenti dall’Intendenza (Tenente e qualche sottufficiale e graduato). I diversi uffici erano dislocati in modo da permettere di sfruttare tutti gli organi di cui l’Intendenza disponeva, senza rinunciare all’unità di indirizzo per la direzione tecnica, che veniva concentrata in un’unica persona, all’uopo delegata dall’Intendenza, ed in continuo contatto con essa, sia per il problema della legna da opera che per quello della legna da ardere, settori intimamente connessi e tali da non poter essere considerati separatamente.

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