I primordi della fortificazione nel bellunese

L’incipit della strategia difensiva del Regno d’Italia in provincia di Belluno può essere individuato nella fondazione del corpo degli Alpini (1872), ideato dal Cap. G. Perrucchetti, e nella necessità di assicurare a questi fanti, voluti per la difesa territoriale, caserme e ricoveri, anche ad alta quota, per il controllo delle forcelle e per le esercitazioni estive.

Questo corpo crebbe e si diffuse rapidamente, tanto che nel 1880 contava già 6 reggimenti con 20 battaglioni e 72 compagnie. Il 5 ottobre 1882 un Regio Decreto istituiva il 6° Regg. “Conegliano” (C.te Col. Nicola Heutsch), comprendente i Btgg. “Val d’Orco”, “Val d’Aosta”, “Val Tagliamento” e “Cadore”: quest’ultimo (nappina verde) aveva la sede estiva a Pieve di Cadore e quella invernale a Conegliano, con 2 compagnie ad Agordo e 2 a Pieve di Cadore.

La prima caserma in legno fu costruita a Pieve nel maggio 1873 e durò fino al 2 luglio 1913, allorché finì distrutta da un incendio. Venne rifatta l’anno successivo in muratura e si trovava sul sito oggi occupato dall’attuale caserma “Buffa di Perrero” e consisteva in un  baraccone in legno, lungo più di 50 metri e circondato da un semplice steccato, capace di ospitare 184 militari (o 368 con letti a castello),

Ad Auronzo invece gli Alpini poterono disporre di una caserma solo dal 1887, allorché venne ceduta all’Amministrazione militare la cosiddetta “Casa Grande di Ferieve”, tra Villagrande e Reane, poco oltre l’ormai dismessa stazione di partenza della funivia di M. Agudo.

In verità gli Alpini erano di stanza a Conegliano durante l’inverno e salivano in Cadore solo nella bella stagione, dal 1° maggio ai primi di novembre, allorché venivano organizzati i famosi “campi”, tra i quali vanno ricordati quello del giugno 1898 (14a cp.) a Pelos e prima ancora quello del luglio 1881 (10° Btg. Alp. e 78° Regg. Fant.), con esercitazioni che impegnarono i soldati anche in lavori stradali, soprattutto sulla rotabile della Mauria, nello stesso periodo in cui la Regina Margherita era in vacanza a Perarolo.

Per favorire le esercitazioni e il controllo del territorio vennero costruiti alla fine dell’800 tre ricoveri sull’altipiano del Sovergna (oggi Pian de Buoi), ai piedi del pendio roccioso ad est della catena delle Marmarole, e precisamente uno sulle pendici orientali del Ciastellin (oggi “Rifugio Ciareido”, m 1969), un altro su Col Cervera, a quota m 1920, sull’orlo est dell’altipiano, e l’ultimo a Col Vidal, poco più a nord, a quota m 1789. Tutti e tre erano stati costruiti con lo stesso criterio ed erano edifici in muratura con solo pianoterra, nei quali, secondo le informazioni austriache, erano stati ricavati un vano per gli ufficiali, un vano per la truppa, una cucina, due magazzini per le provviste e per le munizioni ed una stalla. Rispetto agli altri due, il ricovero di Col Cervera poteva disporre anche di una torre d’osservazione, in grado di facilitare le comunicazioni ottiche col fondovalle. Il presidio per ciascuno poteva essere da 50 a 100 uomini ed in caso di guerra tutti si prestavano ad alloggiare le truppe destinate all’occupazione di tale zona, agevolando così l’interruzione dei collegamenti tra le valli dell’Ansiei e del Piave e il Pian dei Buoi. In tempo di pace questi ricoveri venivano usati naturalmente per gli accampamenti delle manovre estive delle compagnie distaccate ad Auronzo e Pieve di Cadore.

Il quarto ricovero sorse in “Val Inferna”, a quota m 1872, a nord di Col Rementera, nei pressi di Casera Razzo, in posizione tatticamente importante, giacché esso controllava la Sella Ciampigotto (m 1790) e le due piccole forcelle di Losco e di Campo Rosso, situate proprio tra Carnia e Cadore.

Altri ricoveri ed osservatori vennero costruiti negli anni seguenti, come quelli di M. Piduel sopra Vallesella, di Croda Bassa sopra Cima Gogna, di Forcella Piccola (poi “Rifugio Galassi”) e di Forcella Moschesin tra Zoldano ed Agordino.

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