I danni prodotti dall’invasione austriaca

Ai danneggiamenti delle truppe italiane seguirono quelli degli invasori: secondo una prima indagine effettuata nel marzo del 1919 gli austro-tedeschi avrebbero arrecato danni al nostro patrimonio forestale per un valore di circa 14.520.000 lire (Reale commissione inchiesta sulla violazione del diritto delle genti, b. 16, Danni agli immobili, fasc. 189, Boschi e foreste). Nel 1927 si calcolò che gli invasori avevano apportato danni ai soli boschi comunali per un valore di 2.917.655 lire (prezzi antebellici).

Pensando come nel bosco di Gogna gli austriaci avessero usato addirittura una decauville per trasportare le piante tagliate, si può capire lo scempio prodotto. Del resto gli invasori, già pochi giorni dopo il loro arrivo nel Bellunese, grazie anche alla manovalanza di tanti prigionieri italiani e russi, erano già impegnati nella ricostruzione dei ponti distrutti dai nostri nella ritirata e naturalmente i nuovi manufatti, invero spesso mirabili per tecnica ed ingegnosità, erano tutti in legno. Tra di essi ricordiamo il Ponte Nuovo sotto Pelos, progettato dall’ing. Theodor Schenkel, i cui lavori iniziarono il 24 novembre 1917 e durarono fino al 20 gennaio 1918, con legname prelevato nelle segherie di Campopiano: portava 20 tonnellate e fu chiamato Teufelschlund Brücke (Ponte della Gola del Diavolo). Molto legname servì pure per la ricostruzione dei Treponti su progetto dell’ing. A. Appeltauer, della passerella sul Piave in località Sote Stafol, del Ponte della Molinà presso Calalzo e di innumerevoli altri manufatti, sempre realizzati col ricorso alla manodopera dei prigionieri russi al seguito dell’esercito austriaco.

Lozzo divenne uno dei centri più importanti della movimentazione del legname requisito e trafugato. Ben 16 camion sostavano normalmente in piazza per essere adibiti a caricare le taglie depositate dalla teleferica sopra il paese e a trasportarle fino alla segheria del Chiamulera a Campopiano, da dove partivano direttamente alla volta dell’Austria via S. Vito-Cortina. Gli austriaci ripristinarono anche la linea decauville fino ad Auronzo, cosicché a Tre Ponti poteva affluire facilmente il legname della Val d’Ansiei, trasportato per mezzo di carrelli tirati in un primo tempo da cavalli e in seguito anche da macchine a vapore.

Nel 1927 si calcolò che gli invasori avevano arrecato danni ai soli boschi comunali per un valore di L. 2.917.655 lire (prezzi antebellici).

Nell’immediato dopoguerra la ricostituzione dei boschi si rivelò difficoltosa perché il soprassuolo  si presentava spesso rovinato, gli alberi erano infestati da parassiti e i vivai, durante il periodo dell’invasione, erano stati adibiti a colture alimentari dalla popolazione affamata.

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