I comitati del legname

Con la circolare n. 7390 del 5 febbraio 1916, l’Intendenza generale centralizzava il servizio di approvvigionamento ed istituiva 8 “Comitati del Legname” nelle principali regioni forestali della “zona di guerra” (Sondrio, Brescia, Vicenza, Valsugana, Fiera di Primiero, Cadore, Zona Carnia, Cansiglio).

Era compito dei Comitati:

1°) provvedere alla ripartizione dei quantitativi di legname da opera, da prelevare o da produrre, nell’interno dell’Armata ed alla determinazione dei prezzi delle singole forniture, avviando e conducendo a termine le trattative coi detentori del legname.

2°) stabilire le modalità tecniche dei tagli e curarne l’esecuzione, valendosi per la direzione e sorveglianza del personale ad essi assegnato dal Segretariato generale affari civili del Comando Supremo e dall’Intendenza (ufficiali forestali, personale militare specializzato, boscaioli esonerati) e, servendosi dei carri e mezzi tecnici messi a disposizione dagli enti nominati, consegnare alla Direzione Genio le taglie od i tronchi “a piedi di bosco”.

3°) prestare assistenza e consulenza tecnica in tutte le questioni inerenti lo sfruttamento dei boschi, contando per i diversi uffici su 10 ufficiali del Genio e 6 ufficiali sottoispettori forestali.

Nel periodo di massimo sviluppo dei lavori, tra boscaioli, segantini, galleristi, circolaristi, meccanici e personale di fatica alle segherie, gli addetti arrivavano a circa 2.000 fra esonerati e borghesi, mentre i carri con pariglie e conducenti erano circa 350, cui si aggiungevano un numero imprecisato di teleferiche, autocarri, motocarrozzette, decauvilles, etc.

Le statistiche dicono che nel 1916 vennero prelevati 1.000.000 di metri cubi di legname (404.550 nella zona di guerra, 600.000 nel resto del paese), nel 1917 1.244.000 mila (489 mila nella zona di guerra, 755.000 nel resto del paese).

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