Alberto Alpago-Novello (1889-1985) molto conosciuto per la sua attività di architetto, urbanista e storico locale, in giovane età partecipò al primo conflitto mondiale in qualità di Ufficiale dei Servizi tecnici del Genio Militare, occupandosi soprattutto di progettazione di lavori stradali e difensivi in Agordino, Cadore e Val di Zoldo. Il Fondo fotografico costituito da stampe e lastre, arrivato in Fondazione con un lascito da parte del figlio Adriano, costituisce una fonte di documentazione unica nel suo genere. Le sue immagini offrono uno spaccato della vita militare nella fase bellica in Dolomiti e nella Pedemontana veneta e sono una documentazione visiva preziosa sulle tecniche impiegate nella costruzione di nuove strade, ponti e fortificazioni. Accanto a queste fotografie emergono però con forza le immagini della vita della gente comune dietro la linea del fronte. Il suo obiettivo fotografico sottolinea il ruolo decisivo svolto dalle donne. Nel corso del primo conflitto le donne non si limitarono ad assicurare sopravvivenza e dignità alle proprie famiglie private di mariti e figli chiamati alle armi, ma si adoperarono pure in faticosi ruoli tipicamente maschili, dimostrandosi infaticabili portatrici e spalatrici.