Danni ai boschi in Comelico

Nel luglio del 1915, nel contesto delle opere di difesa approntate dal XVI Battaglione della Guardia di Finanza comandato dal Maggiore Decio Cecconi e stanziato nel Comune di S. Pietro di Cadore per presidiare l’ala sinistra del settore della Val Visdende, vennero realizzati trincee, camminamenti, postazioni in blockhaus e tantissime baracche nella zona di Forcella Zovo e Passo Sentinella. Sul terreno antistante delle posizioni si procedette ad un taglio sistematico del bosco, di proprietà consortiva dei comuni di S. Stefano e di S. Pietro e di possesso controverso col Comune di Danta, sia per sgomberare il campo di tiro prospiciente la prima linea, sia per costruire una solida abbattuta che ostacolasse eventuali attacchi nemici, sia infine per procurare il combustibile necessario alle truppe.

In particolare sul Passo Zovo, nella località Dietro Zovo (censuario di Visdende), si distrusse completamente, a partire dal crinale spartiacque, una striscia di bosco lunga km 2 e larga 700 metri. Tutti gli alberi tagliati furono lasciati intatti sul letto di caduta per creare una sorta di intrico invalicabile per il nemico in caso di attacco.

Altri tagli, necessari per le posizioni di Vissada, Zovo, La Forcetta e Curiè, furono operati nel bosco di Potempià. Molto legname veniva richiesto tra l’altro dalla realizzazione dei cosiddetti “marciavanti”, tavole di legno non provenienti da segherie, ma ottenute da tronchi d’abete aperti con dei cunei di acciaio e poi lisciati con l’ascia. Essi, dello spessore di circa 4-6 cm, lunghi fino a 120 cm e larghi da 12 a oltre 20 cm, a seconda della grossezza del tronco, venivano collocati lungo le trincee a livello del suolo armati con due stanghe distanti tra loro circa un metro, ovvero della larghezza stessa del passaggio. Alla fine erano ricoperti con la terra dello stesso scavo e ad intervalli di qualche metro venivano realizzate delle finestrelle per poter osservare e sparare, in modo da permettere ai soldati di andare avanti ed indietro senza essere visti dal nemico. Nel dopoguerra, precisamente nel 1922, il danno fu valutato in L. 4.510.904,90.

Il 12 agosto 1915, dopo la requisizione del poco legname rimasto negli stazzi, venne militarizzata ad opera del C.do della 10a Divisione la segheria di Costalta (che finirà distrutta nell’alluvione del 1966), per essere utilizzata dai finanzieri del XVI Btg. ed in seguito da altre truppe che occupavano Forcella Zovo. Solo nel settembre 1916 sarà stipulato all’uopo un regolare contratto di affitto tra il Comune e il Col. Ernesto Fenoglio, Direttore del Genio Militare dell’Intendenza della IV Armata. Allo scoppio della guerra sul territorio erano attive 2 segherie comunali e 3 private, tutte mosse ad acqua, di proprietà rispettivamente di Benedetto De Pol, Gaetano Cesco e Innocente Quatter. In seguito quella del De Pol fu trasformata dai militari in scuderia.

Nel novembre 1915 si eseguirono numerosi tagli per la costruzione di baracche destinate ai reparti che occupavano le posizioni di Forcella Zovo, Passo Sentinella, Monte S. Daniele, M. Curiè, Forcella Longerin, Forcella Schiaron, M. Palombino e Cima Canale, nonché sulla linea tra il M. Rinaldo e il M. Scheibenkofel. Si trattava di legname da costruzione, ma anche di legna da ardere per far funzionare le stufe.

Nella primavera del 1916 si ebbero nuovi lavori di rafforzamento e di costruzione di ulteriori baracche, per i quali il 20 aprile il Magg. Olivo, C.te del XVIII Btg. della Guardia di Finanza, chiese al Municipio di S. Pietro di mettere a disposizione 500 tavole e 15 piante nei pressi della segheria di Costalta. Inoltre tra maggio e giugno sul M. Zovo furono recise 368 piante dei frazionisti di Presenaio ad opera dei finanzieri del Cap. Franceschini e ben 1581 nel bosco di Borbe, mentre alla Sezione Artiglieria del Longerin furono consegnate 83 piante per le opere di difesa.

Il 4 maggio 1916 il Municipio di S. Pietro incaricava il geom. Gabriele De Pol, Antonio De Bernardin Tondo, Valentino Cesco Betta, Luigi Pradetto Battel e Gaetano Cesco di riordinare tutte le domande di indennizzo presentate dai privati per i danni ai boschi.

A Campolongo era molto attiva la segheria gestita dall’Intendenza dell’Armata e così pure quella di Ponte Digon. Entrambe utilizzavano, oltre al personale militare, anche molti operai civili.

Nei primi giorni di ottobre 1916 iniziarono i lavori per la costruzione della teleferica da Presenaio a M. Zovo, la cui linea passava per il bosco di Fondarin della frazione di Costalta, che il giorno 27 ottobre dovette subire un drastico taglio di piante. La teleferica però non fu mai portata a termine.

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